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Clima, COP21 dominato da uomini e priorità maschili

mary robinson

Parigi – A dirlo è Mary Robinson ex capo Diritti umani della Nazioni Unite e primo ministro donna dell’Irlanda, intervistata da The Guardian, in occasione della sua partecipazione come inviata speciale delle Nazioni Unite al vertice di Parigi sul clima in corso a Le Bourget. “Il mondo di questa conferenza mondiale è un mondo molto maschile. Quando si ha un mondo maschile – ha sottolineato Mary Robinson – , si hanno priorità maschili. Se qui non ci sono donne, come si può dire che si parla della gente?”.
I governi, dopo i fallimenti delle precedenti conferenze mondali  sul clima che si sono susseguite fino ad oggi dopo vertice di Rio del 1992, tornano a confrontarsi e discutere per raggiungere un accordo globale efficace sulla limitazione delle emissioni climoalteranti per contrastare il riscaldamento del pianeta e le sue conseguenti catastrofi, già da decenni ampiamente manifeste. Molti esperti dicono che il vertice di Parigi sia l’ultima spiaggia per i negoziati internazionali.

Martedì 8 dicembre è stato designato come il gender day dei negoziati iniziati 10 giorni fa a Le Bourget. “Dobbiamo umanizzare questo vertice, dobbiamo dare un forte messaggio che si tratta di un vertice che riguarda la gente forte – ha sottolineato Robinson- . Dobbiamo dotarci di un testo giuridico sui diritti umnani e l’uguaglianza di genere. Le donne dei paesi in via di sviluppo sono le persone più vulnerabili al cambiamento climatico.”

groenladia-cambiamento-climaticoRobinson è stata critica anche nei riguardi della gestione attuale delle migrazioni provenienti da Siria e Nord Africa e ha detto che i paesi ricchi  “devono cambiare approccio”, mettendo in guardia che la migrazione di massa di persone afflitte da riscaldamento determinerebbe una grave alterazione dell’ordine sociale e un impatto enorme. Gli effetti del cambiamento climatico infatti avanzano inesorabili (scomparsa dei ghiacciai delle vette praticamente ovunque, sconvolgimento ambientale in Groenlandia – nella mappa, click per ingrandire – e nell’Artico, sommersione progressiva nelle isole, ecc.) e rischiano di rendere fasce del globo sempre più ampie inabitabile se non si contrasta l’aumento progressicvo della temperatura globale

Se non si dovesse trovare un vero ed efficace accordo tra le parti, non sarebbe la fine della storia, e certamente “non si può ottenere tutto dal vertice di Parigi” – ha concluso Robinson -, ma occorre lavorare di più per “assicurare revisioni periodiche degli impegni dei Paesi sulle emissioni e sulla finanza per le nazioni più povere, per aiutarli a ridurre le emissioni e affrontare gli effetti di condizioni meteorologiche estreme”.

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