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Flop delle rinnovabili nel 2015, Free: “Politica miope del Governo”

Solar energy panels with wind turbines in the sunset

Roma – I dati ufficiali di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, relativi al 2015 “evidenziano un dato allarmante, in netta controtendenza rispetto a quanto accade in Europa e nel resto del mondo: lo
scorso anno si è registrata in Italia una diminuzione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili“. E’ il grido d’allarme lanciato dalle principali associazioni di categoria presenti nel Coordinamento Free.

Nel ricordare che anche Paesi come Cina, India e Stati Uniti si sono impegnati per ridurre in modo deciso le emissioni da fonti fossili e che le rinnovabili crescono ovunque, il Coordinamento Free rileva che gli annunci alla conferenza Onu sul clima COP21 di Parigi non sono coerenti con le politiche in Italia. “Da una parte il Governo Italiano per bocca del ministro Galletti ha chiesto di limitare ad 1,5 (invece che a 2) gradi centigradi l’aumento massimo della temperatura terrestre, dall’altro gli imprenditori eolici, geotermici, idroelettrici e da biomasse non possono realizzare gli impianti che questi obiettivi contribuirebbero a raggiungere perchè lo stesso Governo non emana da oltre un anno un Decreto interministeriale che definisce le date per le Aste competitive per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili”.

Le principali responsabilità, secondo il Coordinamento Free, sono di “una politica miope, forse addirittura cieca, che questo Governo sta seguendo”, che “ha abbandonato a se stesso un settore industriale, quello della Green Economy, privo anche degli elementi base per programmare il futuro”. Il Coordinamento ritiene quindi necessario “definire obiettivi coraggiosi al 2030 e al 2050, ma anche e soprattutto completare il quadro nel quale gli investimenti si possano fare. Il 2015 è stato un anno flop per l’Italia in tema di crescita da Fer (Fonti di energia rinnovabile), e lo stallo attuale comporterà il perdurare anche per i prossimi due anni, bisogna quindi agire subito per vedere i primi risultati concreti nel 2018, anno nel quale dovremo inviare a Bruxelles un piano credibile di crescita per il raggiungimento degli obiettivi di piu’ lungo respiro”

redazione

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