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Pesca, Greenpeace chiede stop a strascico nel mare di Barents

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Roma – L’associazione internazionale per la protezione dell’ambiente e del pianeta, chiede al governo di creare l’area marina protetta del Mare di Barents e delle acque intorno alle Svalbard

Fermare la pesca a strascico nel Mare di Barents e nelle acque intorno alle Svalbard per proteggere un ecosistema fragile, creandovi un’area marina protetta. Lo chiede Greenpeace con una nuova campagna rivolta in particolare al settore della pesca industriale e con la quale chiede alla grande distribuzione di interrompere i rapporti commerciali con i fornitori coinvolti nella pesca distruttiva in queste acque.
L’associazione ambientalista punta il dito contro l’aumento allarmante di pescherecci a strascico che si spostano sempre più a nord per pescare in zone delicate precedentemente ricoperte di ghiaccio, preoccupazione che diversi scienziati condividono con Greenpeace. Per diffondere il suo messaggio, in collaborazione con l’agenzia creativa
britannica Don’t Panic, Greenpeace lancia il video ”La piccola esploratrice” che mette in luce l’impatto distruttivo che i pescherecci a strascico hanno sul fragile ecosistema sottomarino dell’Artico.

Nel video è l’immaginazione di una bambina, che gioca all’esploratrice, a fornire il punto di vista, guidando lo spettatore in un mondo fantastico destinato a scontrarsi con una dura realtà.  Ancora una volta in collaborazione con l’agenzia creativa britannica Don’t Panic, Greenpeace lancia il video “La piccola esploratrice”, per mettere in luce l’impatto distruttivo che i pescherecci a strascico hanno sul fragile ecosistema sottomarino dell’Artico e la scia di distruzione che seminano.
La piccola esploratrice, dal Canale youtube di Greenpeace

redazione

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